Botanicals

Processi di trattamento dei Botanicals per evitare guai.

Materie prime naturali, che crescono spontaneamente

Per quanto riguarda le materie prime spontanee, che crescono in natura, l’uomo non può contrastare le leggi naturali: si tratta di calcolare le condizioni meteo e capire quando è il momento giusto per la raccolta.
Ogni botanicals ha le sue regole, che devono essere rispettate. Ed è grazie all’esperienza degli agricoltori, che in alcune parti del mondo si tramandano questa conoscenza di generazione in generazione, che il raccolto viene fatto sempre al punto di maturazione più consono.

Non vengono fatti trattamenti chimici per questo tipo di materie prime, ci si affida invece ad una buona pianificazione da parte di tutte le forze in campo, ed è grazie ad un network mondiale di agricoltori che il nostro produttore ha sempre a disposizione almeno il raccolto di un anno in stock, senza contare la rotazione delle colture su entrambi gli emisferi.

In questo modo, a seconda dei gusti del mercato di riferimento, i botanicals vengono bilanciati al fine di rispecchiare quella che è la richiesta del mercato.

Per fare un chiaro e classico esempio, è per questo motivo che il sapore della Coca Cola è diverso nazione per nazione, così come la Camomilla alla quale siamo abituati in Italia non ha lo stesso sapore della Camomilla che piace ai francesi.

La percezione di gusto è una sfumatura squisitamente culturale!

Materie prime coltivate

Tornando invece ai trattamenti utili ad avere un prodotto sicuro e certificato, quando si tratta di botanicals provenienti da coltivazioni, la procedura diventa più elaborata: il nostro produttore fornisce assistenza costante agli agricoltori, che a volte si trasforma in vera e propria formazione.

Le criticità possono essere tante: infestazioni da parte di insetti, utilizzo di pesticidi non a norma, poca conoscenza di quali sostanze sono a tutti gli effetti dannose.
In molti paesi dove il clima è particolarmente arido, l’essiccazione dei botanicals avviena all’aria aperta, sotto la luce diretta del sole. Capita che siano le stesse terrazze sulle quali la gente vive, noncurante del fatto che la contaminazione dei botanicals con gusci di frutta secca o residui di farina si possa tradurre in un brutto quarto d’ora per chi, allergico, utilizzerà erbe e spezie che all’apparenza sembrano innocue.

Quindi una volta che i botanicals arrivano nei nostri stabilimenti vengono nuovamente controllati dai chimici con l’ausilio di tecnologie all’avanguardia.

Si rileva la presenza di metalli pesanti, fondamentale a seconda del tipo di utilizzo che si farà di questa materia prima: solo se questa subirà un processo di estrazione ad alte temperature non rilascerà i metalli pesanti frutto del fall down, proprio perchè le molecole di questo tipo vengono trattenute dal botanical in fase di macerazione e distillazione.

A seconda del paese di provenienza e dei dati relativi alla storia di quell’agricoltore, verranno poi effettuati dei controlli accurati per ricercare la presenza di insetti e altre materie infestanti.

Nel caso di materie prime coltivate sarà necessario eseguire dei test che rilevino i pesticidi che sono stati utilizzati in fase di coltivazione, per assicurarsi che rispecchino i valori approvati a norma di legge.

I botanicals sono anche potenziali portatori di agenti batterici dannosi per l’organismo:
alcuni di questi subiscono trattamenti a vapore per abbassare la carica batterica e scongiurare così la presenza di muffe o funghi, ma anche agenti patogeni più importanti, come l’escherichia-coli o la salmonella.

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